[Indie Contemporaneo] Exit West

by - settembre 13, 2018



Ok, vediamo un po' cos'è successo in un mese di latitanza: sono stata al sole di Maiorca (sarebbe meglio dire che mi sono sciolta al sole di Maiorca), mi sono rimessa a studiare perché a Dicembre pare mi iscriverò all'esame di abilitazione per diventare avvocato, ho letto una caterva di libri, un mio pezzo è finito su una rivista di Arte (se anche tu, come me, non ci credi, qui c'è la prova).
Una delle letture più interessanti (che mi sono costate l'abbassamento della vista perché non ho staccato letteralmente gli occhi dal libro fino a che non l'ho finito) è stata Exit West.
Attenzione: in questa recensione sono presenti piccoli spoiler!

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      EXIT WEST
    di Mohsin Hamid
    
      CASA EDITRICE: Giulio Einaudi Editore
      GENERE: Fantapolitica
      COLLANA: Supercoralli
      SERIE: -
      PAGINE: 160
      FORMATO: Cartonato con sovraccoperta
      PREZZO: 17,50 euro
      DATA D'USCITA: 2017
      LINK D'ACQUISTO AMAZON: QUI


TRAMA: NADIA E SAEED VOGLIONO TENERE IN VITA IL LORO AMORE GIOVANE E FRAGILE MENTRE LA GUERRA CIVILE DIVORA STRADE, CASE, PERSONE. SI NARRA, PERO', CHE ESISTANO PORTE MISTERIOSE CHE CONDUCONO DALL'ALTRA PARTE DEL MONDO, VERSO UNA NUOVA SPERANZA...MOHSIN HAMID HA SCRITTO UN ROMANZO TENERO E SPIETATO, CAPACE DI DARE UN SENSO A QUESTI TEMPI DI DISORIENTAMENTO E FOLLIA CON LA POTENZA VISIONARIA DELLA GRANDE LETTERATURA. EXIT WEST E' UN LIBRO VENUTO DAL FUTURO PER DIRCI CHE NESSUNA PORTA PUO' ESSERE CHIUSA.

Exit West è una tale sberla emotiva che continuerete a pensarci per giorni. Perché Hamid non vi sta soltanto raccontando una storia, vi sta chiedendo in che modo volete vivere.
The Bookseller



Exit West l'abbiamo visto dappertutto: letteralmente in ogni anfratto del web e in ogni scaffale di ogni libreria. Mi sarò vista e letta una decina di recensioni, tutte accomunate da un pensiero: Hamid ha scritto un romanzo pazzesco.
Ed effettivamente è così: Hamid ha scritto qualcosa di nuovo, geniale, un romanzo che ti rimbomba nel cervello per giorni senza darti tregua. L'unica cosa che puoi fare è parlarne.
Al di là della trama che ho riportato sopra papale papale, di Exit West bisognerebbe starne a parlare per ore. 
Non voglio incasinarmi quindi vado per ordine.

Innanzitutto la scelta del contesto: i protagonisti all'inizio vivono percependo in lontananza il rumore della guerra, ma lentamente questa si insinua nelle loro vite, divenendone una costante. Addirittura saranno costretti a rinchiudersi in casa per paura di rimanere uccisi.
Ci si accorge, già scorrendo le prime pagine, che Hamid non comunica mai al lettore da dove provengono Saeed e Nadia. All'inizio sembra un po' geloso, come volesse tenerselo per sé.
In realtà lo fa apposta. L'assenza di un'indicazione che di solito sentiamo necessaria per intuire il contesto spaziale temporale, qui è giustificata da un messaggio agghiacciante, ma allo stesso tempo portatore di crude verità: tutti noi potremmo essere loro, tutti noi, benché viviamo nell'agio, potremmo aver bisogno di fuggire, tutti noi potremmo ritrovarci senza casa. 

Fino a qui potrebbe sembrare un romanzo come tanti che parla di guerra.
Ma poi, ecco la svolta. Un espediente narrativo ben confezionato che dà alla trama una marcia in più: porte magiche che permettono, oltrepassandole, di finire da tutt'altra parte.


Il tema della fuga dal conflitto bellico in madrepatria e l'immigrazione assumono le vesti del realismo magico.
Ultimamente di immigrazione ne sentiamo parlare spesso e io, non so voi, rimango spiazzata.
Spiazzata da commenti il più delle volte insensibili. E allora mi chiedo, ma sono io? Sono io che mi faccio fin troppi problemi, che penso troppo? Poi vedo le notizie degli sbarchi in televisione e vedo esseri umani. Persone che fuggono da situazioni che noi non potremmo nemmeno immaginare nei nostri incubi peggiori, figurarci giudicare.
Questo è il principale motivo del perché consigliare Exit West: perché ti getta addosso la cruda verità, ti fa riflettere, cosa che forse in tanti non fanno o non fanno spesso.
Prima di giudicare, in qualsiasi situazione ci si prospetti, pensiamo.

L'immersione in ciò che ci propone Hamid è facilitata dalla scrittura: lo stile freddo, pochi fronzoli e la quasi assenza di parti descrittive. 

Passo ora ad alcune critiche che devo comunque fare a Exit West.
Secondo me il problema è principalmente uno: i protagonisti. Saeed e Nadia quasi sono fagocitati dalla grandezza della narrazione. Che siano loro poco importa: potevano essere Marco e Anita, Giacomo e Giacoma, Pinco Pallo. Insomma, i due sono irrilevanti e il loro rapporto pure. Poteva essere raccontata un'amicizia, una relazione padre e figlio o essere solo uno il protagonista.
Sono poco delineati e questo per il motivo di cui vi parlavo qualche riga fa: se la scrittura è azzeccata per parlarci del contesto bellico, delle atrocità compiute dai miliziani, farci passare il messaggio tutt'altro che trascurabile sull'immigrazione, non lo è per raccontarci la loro storia.
Non sono romantica, tutt'altro, odio i racconti smielati (Titanic, per dire, lo trovo insulso) però ho avvertito la mancanza di qualcosa. Anzi, pensandoci, mi sono già dimenticata di Saeed e Nadia. Non hanno per niente destato il mio interesse e non mi sono immedesimata in nessuno dei due. Che ci fossero o meno, fa lo stesso insomma.

Al di là di questo, Exit West è uno di quei romanzi che, secondo me, diventeranno un classico letterario. E' d'impatto, uno di quei libri che rimangono non solo sullo scaffale, ma anche nella mente.

  




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