[Colonne sonore dal futuro] Ready Player One

by - aprile 18, 2018

Dal sito ufficiale di Uci Cinemas
Se non avete ancora dato una possibilità a questo romanzo, ve lo consiglio caldamente. Scritto bene, stile scorrevole, storia originale. Ready Player One di Ernest Cline entra di diritto nella classifica dei miei romanzi preferiti! Un ringraziamento particolare alla DeAgostini che me ne ha gentilmente inviata una copia.

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     READY PLAYER ONE
    di Ernest Cline
    
      CASA EDITRICE: DeAgostini
      GENERE: Fantascienza
      COLLANA: DeA Planeta Libri
      SERIE: -
      PAGINE: 448
      FORMATO: Cartonato con sovraccoperta
      PREZZO: 14,90 euro
      DATA D'USCITA: 06.03.2018
      LINK D'ACQUISTO AMAZON: QUI


TRAMA: CHIUNQUE ABBIA LA MIA ETA' RICORDA ESATTAMENTE DOVE SI TROVAVA E CHE COSA STAVA FACENDO NEL PRECISO ISTANTE IN CUI, PER LA PRIMA VOLTA, SENTI' PARLARE DELLA CACCIA. E' UNA FREDDA MATTINA DI GENNAIO DEL 2045 QUANDO LA NOTIZIA DESTINATA A SCONVOLGERE LA VITA DEL GIOVANE WADE RIMBALZA SUGLI SCHERMI DI TUTTO IL MONDO: IL CREATORE DI VIDEOGIOCHI PIU' PROLIFICO E GENIALE DI SEMPRE, JAMES HALLIDAY, E' MORTO NELLA NOTTE SENZA LASCIARE EREDI. CHE NE SARA' ADESSO DI OASIS, IL FORMIDABILE CONTENITORE DI UNIVERSI VIRTUALI DA LUI IDEATO? E DEI MILIONI DI PERSONE CHE, OGNI GIORNO, SCELGONO DI TRASCORRERE LA PROPRIA ESISTENZA NEI SUOI STRABILIANTI MEANDRI, PIUTTOSTO CHE NELLA REALTA' DI UN PIANETA DEVASTATO DALLE GUERRE, DALLE CARESTIE E DALL'INGIUSTIZIA SOCIALE? LA RISPOSTA E' CONTENUTA IN UN VIDEO CHE HALLIDAY STESSO HA DIFFUSO POCO PRIMA DI MORIRE: UNA CACCIA AL TESORO GLOBALE, UNA SFIDA VIRTUALE ISPIRATA AI MITICI VIDEOGIOCHI DELLA SUA (E DELLA NOSTRA) ADOLESCENZA. CHIUNQUE RIUSCIRA' A SCOPRIRE PER PRIMO LA SERIE DI INDIZI DISSEMINATI DA HALLIDAY, DECIFRANDONE IL COMPLESSO VILUPPO DI CITAZIONI E RIMANDI, RICEVERA' IN PREMIO LA SUA FORTUNA E IL CONTROLLO DI OASIS. PER WADE, NERD FINO AL MIDOLLO E APPASSIONATO DI RETROGAMING, E' L'OCCASIONE DI RISCATTARE UNA VITA AI MARGINI. MA LA I.O.I., MULTINAZIONALE TRA LE PIU' POTENTI E SPREGIUDICATE, NON HA ALCUNA INTENZIONE DI RESTARE A GUARDARE, E, PUR DI METTERE LE MANI SU OASIS, SI PREPARA A GIOCARE UNA PARTITA CHE PIU' SPORCA NON SI PUO'.

Come in un romanzo di Dick, anche in Ready Player One vero e artificiale si confondono. Un distillato di cultura pop anni '80, zeppo di rimandi a videogiochi, cinematografia d'epoca e altre perle.
Wired.it




Prima di Ready Player One, non conoscevo Ernest Cline, né i suoi romanzi, né la sua scrittura. E' stata dunque una piacevole scoperta. Il 28 marzo scorso è uscito il film che si è ispirato al romanzo, diretto da Steven Spielberg, ma, per prima, parliamo della carta stampata.

Primo aspetto ad attrarmi, tanto per cambiare, è stata l'ambientazione apocalittica. Siamo nel 2045 e l'intero pianeta è devastato da continue guerre, un ambiente inospitale, sovrappopolazione, incremento della povertà e tutto ciò che di negativo vi viene in mente.
Per sfuggire al clima tutt'altro che sereno, gli esseri umani si rifugiano su OASIS, tutti, dal più vecchio al più giovane. Ma cos'è OASIS?
OASIS è l'invenzione di James Halliday, all'inizio della sua carriera solo uno fra i tanti creatori di videogiochi, poi, l'uomo più ricco del mondo. Come suggerisce il nome, OASIS altro non è che un'oasi di puro divertimento in cui trascorrere giornate intere.
Si trova di tutto su OASIS: un intero universo costruito dalla mente di Halliday. Guerre Stellari, D&D, Warcraft, Star Trek, supereroi Marvel,...su OASIS ognuno può essere ciò che vuole. 
Gli utenti vi si collegano tramite particolari tute aptiche, garantendosi così una vera e propria doppia vita. In una realtà in cui la serenità appare più un miraggio, OASIS rappresenta la fuga, la strenua ricerca di una felicità perduta.
Tutto cambia il giorno della morte di Halliday. L'inventore se ne va in grande stile, lasciando in eredità al mondo intero la caccia all'Easter Egg. Chiunque riesca a superare tre porte virtuali e a recuperare l'Easter Egg riceverà il controllo di OASIS e le azioni di Halliday.
Ma le cose non sono così semplici come sembrerebbe all'inizio. Gli anni passano e nessuno riesce a sbloccare nemmeno la prima porta. Quando tutti sembrano essersi arresi, arriva l'ingegno di Wade.

Wade conosce per filo e per segno la vita di Halliday, la sua passione per gli anni '80 e tutto ciò che in quegli anni venne pubblicato, dai film, ai libri, ai videogiochi. E' un nerd con la n maiuscola: conosce ogni dialogo a furia di rivedersi i film preferiti dell'inventore, ogni riga di ogni libro letto da Halliday e ha giocato, almeno una decina di volte, a ogni videogioco, dal più vecchio, al più innovativo.
Wade è un bel personaggio, descritto nei minimi dettagli, anche perché la narrazione è tutt'al più un'esternazione dei suoi pensieri e di come arriva a risolvere gli enigmi che lo separano dall'Easter Egg. Già dopo le prime pagine si sprofonda nella lettura e si prova una forte empatia con lui.

Il romanzo, c'è da dirlo, per coloro che non sono affatto interessati al mondo dei videogiochi, dei film cult anni '80 o non intendono approfondire il tema, può essere noioso. Intere pagine sono meramente descrittive di tutto ciò che ruota attorno all'universo geek. Per quanto mi riguarda, l'ho apprezzato proprio per questo, ma capisco che possa, a tratti, annoiare, in particolare la prima metà.
Ready Player One però non è solo questo. Ci ho letto una forte distopia. Nessuno di umano è al potere, eppure l'umanità è assuefatta a OASIS. Si preferisce la realtà virtuale alla vita reale, per quanto terribile sia. Spunti di riflessione ci colpiscono con forza: davvero l'umanità, nel prossimo futuro, è destinata a una tale scappatoia? Preferiremo una finzione a una quotidianità tangibile?   

IL FILM

Ready Player One è diventato anche un prodotto cinematografico, grazie alla regia di Steven Spielberg. E lasciatemi dire, se ne vede il tocco. 
Dal punto di vista scenico è infatti perfetto. A Hollywood non si sono risparmiati gli effetti speciali e gli scontri epici. 
Nonostante Cline abbia preso parte alla stesura della sceneggiatura, quest'ultimo è invece un aspetto che personalmente ho trovato carente. 
Partendo dal presupposto che il film non può essere uguale al romanzo, ho trovato la pellicola di Spielberg completamente diversa dalla storia originale. L'introduzione viene ripresa, mentre il resto si discosta dalla narrazione come inizialmente concepita. Il bello del romanzo sono proprio i passaggi logici che Wade impiega per la mossa successiva, che nel film perdono d'impatto. L'ansia che si genera nel libro, nel film è quasi assente. 
A suo favore però riconosco che la scelta di saltare alcuni momenti o modificarli del tutto è stata dovuta per intrattenere il pubblico. Se il prodotto cinematografico avesse ripreso del tutto la narrazione originaria, forse per molti sarebbe stata noiosa.  
Per chi non ha letto il romanzo, è dunque un film che piace decisamente. Per chi invece lo ha letto potrebbe rimanerne deluso.












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2 commenti

  1. Ciao mi presento sono Fedy e anche io come te ho la passione per i libri.
    Trovo il tuo blog molto bello e anche interessante.
    Sono una tua lettrice fissa.Se ti va passa a dare un'occhiata al mio blog http://lapiccolalibreriadelcuore.blogspot.it ne sarei molto felice…

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