[Melodie da brivido] Dracula

by - dicembre 03, 2017


Buongiorno a tutti lettori! In questa settimana di vacanza per me (non so a che ora vedrete questo post perché io sono indietro di ben sei ore!), non ho voluto lasciarvi soli e ho preparato per voi la recensione di uno tra i miei romanzi preferiti: Dracula di Bram Stoker. L'unico horror che si può dire abbia mai letto in vita mia. La cosa che più mi ha colpito, a lettura iniziata, è stata la totale mancanza di conoscenza che avevo della storia vera. Il Dracula originario di Stoker non ha niente a che vedere con i vampiri spuntati come funghi dei giorni nostri. Il romanzo è un connubio fra paura e ironia, avventura e amore.

DRACULA
di Bram Stoker   
    
CASA EDITRICE: Mondadori
GENERE: Romanzo classico
COLLANA: Oscar Classici
SERIE: -
PAGINE: 574
FORMATO: Brossura
PREZZO: 10,50 euro
DATA D'USCITA: Prima pubblicazione: 1847
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TRAMA: IN TRANSILVANIA PER CONCLUDERE LA VENDITA DI UNA CASA LONDINESE AL CONTE DRACULA, DISCENDENTE DI UN'ANTICHISSIMA CASATA LOCALE, IL GIOVANE AGENTE IMMOBILIARE JONATHAN HARKER SCOPRE CHE IL SUO CLIENTE E' UNA CREATURA DI MISTERO E ORRORE...DRACULA, ARCHETIPO DELLE INFINITE STORIE DI VAMPIRI NARRATE DALLA LETTERATURA E DAL CINEMA, METTE IN SCENA L'ETERNA LOTTA TRA IL BENE E IL MALE, MA ANCHE TRA LA RAGIONE E L'ISTINTO, TRA LE PULSIONI PIU' INCONFESSABILI E IL PERBENISMO NON SOLO VITTORIANO. UNA STORIA SCATURITA DALL'INCONSCIO ED ENTRATA IN TUTTI I NOSTRI INCUBI.



Avete presente quelle storie che fanno talmente parte della nostra realtà che ci sembra di conoscerle da sempre? Quelle che diamo per scontate, anche quando non le si è mai lette? Ecco, dimenticatevele. Dracula, intendo quello vero, spaventoso e orribile nell'aspetto, il vero Conte Dracula che vive in Transilvania per intenderci. Ecco, quello non è nemmeno lontanamente paragonabile ai vampiri della Meyer, né per aspetto, né per temperamento. E' crudele e non ha più nulla di umano. Oggi vi porto nel mondo di Stoker, fatto di castelli e di paura.

3 maggio, Bistrita. Lasciata Monaco alle 20,35 del 1°maggio, giunto a Vienna il mattino dopo presto: saremmo dovuti arrivare alle 6,46, ma il treno aveva un'ora di ritardo. Stando al poco che ho potuto vederne dal treno e percorrendone brevemente le strade di Budapest mi sembra una bellissima città.

Dunque, una delle prime cose di cui ci si rende conto fin dal primo capitolo e che coglie impreparati, è che non si conosce l'originale narrazione. Nella letteratura postuma il rubare qua e là qualche elemento dell'opera prima, ne ha, volente o nolente, mutato il racconto (basti pensare che il celebre Van Helsing, vecchio professore di metafisica, nell'adattamento cinematografico del 2004, Van Helsing, si trasforma nel giovane Hugh Jackman, cacciatore di mostri). Il romanzo di Stoker ha per protagonisti molteplici personaggi, che non solo muovono l'azione ma ne raccontano in prima persona le vicende, per mezzo di diari personali o lettere. Ci si trova dunque di fronte a un romanzo anche formalmente diverso da ciò che ci si aspetta. Lo stile, sebbene arcaico, è comunque scorrevole e questo grazie alla particolare struttura del testo.

Come dicevo, seguiamo le vicende, tramite vari punti di vista. Il primo personaggio che incontriamo è Jonathan Harker, neo avvocato inglese che si reca in Transilvania per occuparsi dell'acquisto di un'abitazione a Londra, fatto dal Conte Dracula. Ospite del nobile transilvano si renderà ben presto conto che un mistero ne avvolge la figura, già di primo acchito poco convenzionale. La narrazione si interrompe e, spostandosi a Londra, passa la palla ai punti di vista di Mina, fidanzata di Jonathan, Lucy, amica stretta della prima, John Seward, direttore di un manicomio e di Van Helsing. Inutile dire che la trama  seguirà intrecci sempre più complessi.
Noterete che tra i narratori non ho citato Dracula stesso. Nonostante infatti dia il titolo al romanzo, non ne è protagonista. O meglio, impariamo a conoscerlo attraverso gli occhi dei personaggi principali, senza che egli prenda mai il sopravvento. Appare quasi di contorno, nonostante la vicenda ruoti attorno a lui.
                                                 
Non ho osato allontanarmi troppo dalla stazione, poiché, giunti in ritardo, saremmo però ripartiti quanto più possibile in orario. Ne ho ricavato l'impressione che, abbandonato l'Occidente, stessimo entrando nell'Oriente, e infatti anche il più occidentale degli splendidi porti sul Danubio, che cui è maestosamente ampio e profondo, ci richiamava alle tradizioni della dominazione turca. 

Posto che starei a parlare per ore di Dracula, vi do qualche informazione aggiuntiva.
Quello che certamente colpisce, anche visivamente, è lo stile. Stoker usa il romanzo epistolare, intervallato a pagine di diario scritte dai vari protagonisti. Non esiste quindi una voce narrante definita, tutti diventano narratori e, grazie a questo espediente, riusciamo a carpire ogni sfaccettatura dei personaggi, dei loro caratteri e delle loro paure.
Incredibile ma vero, l'ho trovato in alcuni momenti ironico. Una figura che ho trovato azzeccata e caratterizzata alla perfezione è Van Helsing, professore che viene incaricato di indagare sui fatti. E' competente, ma anche estremamente simpatico e un po' folle.
Dracula fa paura? Non so quale sia la vostra soglia di spavento, ma vi dico che io (che ho ancora paura del buio...) non l'ho trovato pauroso. L'atmosfera, certo, contribuisce a creare ansia, ma è assolutamente gestibile.

Del romanzo di Stoker ho amato le atmosfere, le descrizioni che trascinano nella narrazione, senza appesantirla e i personaggi, soprattutto Van Helsing e Jonathan. Lo consiglio a tutti, in particolare a coloro che non l'hanno mai letto e questo per conoscere a fondo il vero mistero che avvolge il Conte.      

  











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