[Blog tour] La notte della rabbia

by - ottobre 12, 2017


Anche questa settimana è quasi finita e oggi ne approfitto per parlarvi di un progetto al quale ho avuto l'onore di partecipare. Si tratta di un'idea della rivista Leggere: tutti per promuovere il romanzo di Roberto Riccardi, La notte della rabbia, edito da Enaudi. Per chi non conoscesse l'autore, Riccardi è un Colonnello dell'Arma dei Carabinieri, che porta avanti (con grande successo aggiungo) l'attività di scrittore. L'obiettivo del BlogTour è stimolare quanti più lettori alla lettura di questo noir ambientato negli anni '70. 

LA SFIDA DI LEGGERE: TUTTI

Dal 16 al 22 ottobre, correte in libreria, acquistate e leggete il romanzo e poi condividete una foto sui social con l'hashtag: #LaNotteDellaRabbia. 

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LA NOTTE DELLA RABBIA
di Roberto Riccardi
    
CASA EDITRICE: Giulio Einaudi Editore
GENERE: Noir
COLLANA: Stile libero Big
SERIE: -
PAGINE: 328
FORMATO: Brossura con alette
PREZZO: 18,00 euro
DATA D'USCITA: 05.09.2017
LINK D'ACQUISTO AMAZON: QUI


TRAMA: ROMA, 1974. I TERRORISTI DELLE SAP HANNO RAPITO IL PROFESSOR MARCELLI, ASTRO NASCENTE DELLA POLITICA NAZIONALE. LE INDAGINI CHE IL COLONNELLO DELL'ARMA LEONE ASCOLI AVVIA INSIEME AL GIUDICE TRAMONTANO SI PRESENTANO SUBITO COMPLESSE. L'UNICO APPIGLIO E' LA PRESENZA DI UNA TESTIMONE. COME SE NON BASTASSE, ALLA PORTA DELL'UFFICIALE BUSSA "BEPI", UN EX PARTIGIANO CHE GLI HA SALVATO LA VITA AD AUSCHWITZ: L'UOMO GLI COMUNICA CHE L'AGUZZINO DEL CAMPO SI TROVA IN CITTA' SOTTO FALSO NOME E GLI CHIEDE DI CONSEGNARGLIELO. IL PROBLEMA E' CHE L'EX SS E' DIVENTATO UN AGENTE DOPPIO, IN BILICO FRA LE DUE ANIME DI UNA GERMANIA DIVISA DALLA CONFERENZA DI YALTA. INTANTO LE SAP LANCIANO UN ULTIMATUM: O LO STATO LIBERA IL LORO CAPO, O MARCELLI VERRA' GIUSTIZIATO. PER ASCOLI SONO ORE DRAMMATICHE. NELLA SUA MENTE PASSATO E PRESENTE SI RINCORRONO, E SONO MOLTE LE COSE CON CUI SI TROVA A FARE I CONTI: PRIMA FRA TUTTE LA SUA COSCIENZA.
ESTRATTO

Impiegò un attimo a realizzare di chi stesse parlando. Claudio Marcelli, la mente illuminata a cui si doveva la riforma della legge penale. Un pacchetto di norme che il consulente del governo aveva ideato e custodiva nella cassaforte di un buio ufficio ministeriale.
Un dossier che alle SAP faceva gola. Non era un caso, il progetto riguardava il contrasto al terrorismo, era in ballo l'inasprimento delle pene. 
Quei bastardi sapevano tutto. Semmai era l'Arma che non riusciva a reagire, continuava a combatterli come se fossero un pugno di ragazzini usciti dal riformatorio. Ma erano ben altro, le Squadre d'Azione Proletaria, il gruppo eversivo divenuto il suo vero datore di lavoro. Il pensiero che lo svegliava la mattina, i faldoni che rileggeva prima di dormire. Ancora una volta ci avrebbe fatto notte.
La mente tornò lucida, nella notizia mancava qualcosa.
"Chi c'era di scorta?".
"Greco".
"E...?".
Berardi lo fissò, in quello sguardo c'era tutto. Un brivido percorse la schiena del colonnello. Rosario Greco era l'ultimo arrivato, il più giovane di tutto il reparto. Ventidue anni appena compiuti, il corso per guardia del corpo terminato di fresco. Non c'è addestramento che tenga di fronte a un mitra puntato all'improvviso, una canna fredda che sbuca da un impermeabile e con una raffica ti toglie dal mondo. Il vantaggio della sorpresa, la letteratura in materia si sprecava.
"Com'è successo?".
"Due moto di grossa cilindrata, i conducenti si sono fermati sotto casa del professore con il motore acceso, gli uomini seduti dietro sono scesi e hanno aspettato. Si erano vestiti da spazzini per non dare nell'occhio, avevano un furgone con altri complici pronti a dare manforte. E' successo tutto in un attimo, il ragazzo non ha avuto nemmeno il tempo d'impugnare la pistola. Dopo l'azione hanno caricato Marcelli nel retro del furgone, i killer sono risaliti sulle moto e l'intero commando è fuggito in direzione del Tevere".
Ascoli strinse i pugni.
"Andiamo".

Col volto coperto da un cappuccio, il professore riusciva a stento a respirare. Non sentiva il dolore e i rumori del traffico gli giungevano attutiti. Era sdraiato sul pavimento del furgone, dove lo avevano gettato. Lo circondavano persone ostili, ne ascoltavano i respiri affannosi e le frasi ridotte all'essenziale. In quale direzione procedessero non sapeva dirlo, percepiva solo il movimento, un'andatura sostenuta senza essere forzata. Provò a concentrarsi, la mente non lo assisteva.
Rivide le immagini. L'auto ferma per lasciarlo salire, gli uomini armati che comparivano dal nulla, il crepitare delle raffiche. Tutti quei colpi, il ragazzo assegnato alla sua sicurezza crivellato, falciato mentre tentava di opporsi.
Una domanda tra le tante, sembrava non avere risposta. In mezzo a un simile inferno, come poteva essere vivo?
L'azione era stata perfetta, da killer consumati. Terroristi, fin lì tutto chiaro, il difficile era capirne il disagio. Se avessero voluto la sua morte lo avrebbero massacrato sul posto. E allora? Un ricatto, nei confronti dello Stato.
Anna, Valentina: come stavano? Avevano saputo?








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