[Sinfonie classiche] Cime tempestose

by - settembre 16, 2017


Buon sabato lettori! Stasera sarò al Brianza Book Festival dove spero di respirare aria di buoni libri e belle letture! Nel frattempo, già che parliamo di buoni libri, vi lascio la mia recensione di niente meno che Cime tempestose di Emily Brontë. Nonostante abbia fatto il liceo linguistico, non lo avevo mai letto prima. La mia opinione su questa pietra miliare della letteratura inglese è del tutto positiva! L'ho trovato diverso dai soliti romanzi classici un po' smielati. A voi invece è piaciuto?

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     CIME TEMPESTOSE
    di Emily Brontë
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      CASA EDITRICE: Mondadori
      GENERE: Romanzo classico
      COLLANA: Oscar Classici
      SERIE: -
      PAGINE: 462
      FORMATO: Brossura
      PREZZO: 10,50 euro
      DATA D'USCITA: Prima pubblicazione: 1847
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TRAMA: LA PASSIONE CHE LEGA CATHERINE A HEATHCLIFF, TROVATELLO ORGOGLIOSO E RIBELLE, NON LE DA' PACE NEPPURE DOPO IL MATRIMONIO CONIL RICCO EDGAR LINTON. ATTORNO A QUESTO NUCLEO CENTRALE SI COSTRUISCE UN ROMANZO D'AMORE CHE VIA VIA SI RIVELA UNA TORMENTATA VICENDA DI VENDETTA. LE BRUGHIERE SELVAGGE E VENTOSE DELLO YORKSHIRE SONO L'INDIMENTICABILE SFONDO DI UNA STORIA IN CUI LE SUGGESTIONI DELLE GRANDI TRAGEDIE SHAKESPEARIANE SI FONDONO CON IL CLIMA ROMANTICO.



Partiamo con il dire che adoro le atmosfere inglesi dell'ottocento, ma, con sincerità, vi dico che era una delle poche informazioni che avevo su Cime tempestose prima di dargli veramente una possibilità. Al liceo avrei sperato che tra i libri che mi fecero leggere (spesso a forza) ci fossero più classici, ma purtroppo la maggior parte delle volte erano letture contemporanee. Non che ci sia nulla di male, ma avrei preferito gustarmi molte più letture classiche.
Passati anni, ho deciso di sondare il territorio da sola e di farmi una lista di quei classici che avrei voluto leggere. Uno tra questi è stato proprio Cime tempestose. Gli elementi che mi hanno indotto alla lettura sono stati quindi l'ambientazione e il sapere che era un romanzo diverso, per certi versi tormentato, scritto da Emily, la sorella Brontë più tenebrosa e solitaria.

Come è successo per il mio romanzo classico preferito in assoluto, Dracula, nemmeno di Cime tempestose sapevo quindi un granché, ma non mi sono voluta rovinare la lettura spulciandone la trama.
Ma allora esattamente di cosa parla? 
I personaggi sono diversi, ognuno con proprie caratteristiche che li descrivono alla perfezione. La narrazione si sposta da Wuthering Heights a Trushcross Grange ed è una sorta di racconto ininterrotto che Ellen Dean fa a Mr. Lockwood. Quest'ultimo è il nuovo affittuario di Trushcross Grange e verrà a sapere della storia che caratterizza la tenuta proprio dalla signora Dean, governante della famiglia. La lunga narrazione è incentrata sull'amore di Heathcliff e Catherine e di come questo li ha distrutti trasformandosi in odio e vendetta. Heathcliff viene adottato dal padre di Catherine, Mr Earnshaw. L'attaccamento che all'inizio i due provano, viene con il tempo (dopo che Mr Earnshaw muore) minato dal fratello di lei, che li allontana. Così facendo Cathy finisce per affezionarsi al ricco Edgar Linton. Da questo momento, la narrazione assumerà sempre di più tinte addirittura macabre e scure. Inizierà per i due amanti un vero e proprio viaggio verso la consapevolezza dei loro sentimenti ma anche l'accettazione di non poterli assecondare. 
                                                 
"Per pietà, adesso non voglio più sentirne parlare! Il tuo sangue è freddo e non conosce la passione, nelle tue vene scorre acqua ghiacciata, ma le mie ribollono e la vista di una tale freddezza le fa fremere".

Nonostante i personaggi siano tanti, tutta la vicenda ruota attorno alla figura di Heathcliff. All'inizio ci si affeziona a lui. E' un trovatello a cui Mr Earnshaw offre una casa e un nome perché nessuno sa da dove provenga, né chi sia veramente. Ed è proprio il padrone di casa a non essere restio ad affezionarsi a lui fin da subito e forse questo suscita non poco la gelosia di Hindley che inizia a covare per lui un odio che troverà sfogo solo una volta morto il padre. E' proprio appena diviene lui il nuovo padrone della tenuta, che inizia a dividere Heathcliff e Catherine puntando sul privare il primo di un'educazione e permettendogli di vivere sotto il loro tetto a patto che divenga un vero e proprio servo. Poco dopo Heathcliff si allontanerà da Trushcross Grange e da Wuthering Heghts, facendovi ritorno anni dopo. Ma quello che vi tornerà sarà un Heathcliff del tutto diverso.

Non ho ancora letto i romanzi delle altre due sorelle Brontë (dei quali devo assolutamente recuperare Villette), ma so che Cime tempestose è il più duro e complesso, tanto da non essere osannato dalla critica all'unanimità. E' un romanzo diverso infatti, dove viene affrontato il classico tema dell'amore stravolgendolo completamente. Qui non troverete una narrazione leggere e struggente ma dal lieto fine dietro l'angolo. Cime tempestose è un connubio tra l'amore come dovrebbe essere (passionale e assoluto) e a ciò che l'amore può portare: odio e vendetta. E non vi nego, l'ho amato per questo. L'ho sentito vero, nonostante gli eventi narrati siano per la maggior parte tragici, ma non scadono mai nello svenevole.  

Un'ultima osservazione sullo stile. Ancora una volta mi devo ricredere: i classici non sono sempre dei mattoni pesanti che non passano più (nonostante siano state comunque 400 pagine). Lo stile è anch'esso particolare: è descritto in prima persona, tramite la voce di Mr. Lockwood che a sua volta riprende quanto riferitogli da Ellen Dean nel suo lungo racconto. E' dunque una narrazione che scorre e che non pesa particolarmente.


Altro punto interessante della Brontë, sono le descrizioni spesso ricche di elementi macabri che spesso creano dissonanze linguistiche. Quando meno ce lo aspettiamo spuntano immagini grottesche, degne della letteratura classica dell'orrore che sembrano sposarsi poco con quello che dovrebbe essere un romanzo sentimentale. Ma invece la sua forza è proprio questa. Punta a trasmettere al lettore un'immagine diversa di amore, profondo, che spesso non è come ce lo aspettiamo, ma certamente è vero e assoluto, tanto da corrodere l'anima.













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