[Colonne sonore dal futuro] The Program

by - settembre 23, 2017


Buon sabato lettori! Vi ricordate quando settimana scorsa vi dicevo che sarei andata al Brianza Book Festival? Ecco, avete presente le grandi delusioni? Direi che la serata di sabato scorso rientra tra queste. Il mio ragazzo è stato così tenero da accompagnarmi, rinunciando ad un classico sabato sera, tra l'altro, tutto per arrivare all'Arengario di Monza, e vedere un Morgan sbraitare. Ora, io non sono la Austen, però mi aspetto che a un evento di libri ci siano tutti a parte Morgan.
Ci sono rimasta un po' male! Se quindi avete eventi di libri belli scrivetemi sotto nei commenti!
Oggi invece mi riprendo parlandovi di un romanzo che mi ha fatta compagnia in vacanza e che ho amato. Sempre della DeAgostini, che eleggo a casa editrice dell'anno, The Program di Suzanne Young.

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     THE PROGRAM
    di Suzanne Young
    
      CASA EDITRICE: DeAgostini Editore
      GENERE: Distopico
      COLLANA: DeA Planeta Libri
      SERIE: Duologia di The Program
      PAGINE: 448
      FORMATO: Brossura con alette
      PREZZO: 10,90 euro
      DATA D'USCITA: 20.06.2017
      LINK D'ACQUISTO AMAZON: QUI


TRAMA: IN UN FUTURO NON TROPPO LONTANO, LA DEPRESSIONE SI DIFFONDE TRA GLI ADOLESCENTI COME UNA PERICOLOSA EPIDEMIA. LO STATO HA INDETTO UN PROGRAMMA PER I RAGAZZI A RISCHIO CHE "RIPARA" LA MEMORIA CANCELLANDO TUTTI I RICORDI DOLOROSI. SLOANE SA DI ESSERE UN'ADOLESCENTE A RISCHIO: SUO FRATELLO SI E' APPENA SUICIDATO E IL SUO FIDANZATO MOSTRA I PRIMI INEQUIVOCABILI SINTOMI DELLA DEPRESSIONE. MA LEI E' PRONTA A TUTTO PUR DI EVITARE IL PROGRAMMA E CUSTODIRE COSI' IL RICORDO DELLE PERSONE CHE HA AMATO...



La premessa che vi faccio prima di addentrarci nel romanzo, è che io non sono per niente da libri che fanno riflettere. Nel senso, preferisco molto di più letture leggere e che non inducano a particolari riflessioni. Lo so che ora mi abbandonerete, ma non posso farci nulla. Leggere per me è distrarsi e non deprimersi con volumi troppo pesanti. Questo è stato il motivo principale per cui non mi decidevo mai a leggere The Program.
Per chi non lo sapesse infatti, la tematica principale è quella del suicidio. Non aspettative però un saggio sul perché del suicidio o una storia strappalacrime alla Raccontami di un giorno perfetto della Niven. Qui il suicidio è più una malattia che un disturbo neurologico o la conseguenza di una brutta depressione.
Siamo in un futuro non troppo lontano dal nostro, dove (non viene per ora specificato il motivo) gli adolescenti sono vittime di una sorta di epidemia che li porta al suicidio. E' così che nasce Il Programma, una sorta di clinica nella quale i minorenni, che iniziano a mostrare segni di squilibrio, vi vengono mandati prima che possano compiere l'atto estremo.

Sloane ha appena perso il fratello a causa dell'epidemia. Lei e il suo ragazzo James hanno assistito al suo suicidio ed entrambi sono a rischio. La cosa peggiore è che Il Programma sembra guarire i giovani ma a scapito di una vita normale. Intervengono infatti sui ricordi, che si pensa possano essere la causa principale della malattia. Il risultato è che appena chi viene guarito torna, non è più lo stesso. Proprio questo terrorizza i protagonisti tanto da portarli a porsi non poche domande sui discutibili metodi della riabilitazione. Sloane è un'altra delle protagoniste toste di cui ultimamente ho letto. Non si lascia mai abbattere dalla terribile situazione che la circonda, anche quando sembra che James stia per arrendersi.
Anche James è un bel personaggio, ben costruito e dalla personalità forte. Entrambi si intuisce hanno qualcosa di speciale. Non si lasciano intimidire dal Programma, ma anzi lo combattono.
                                                 
Le rivolgo uno sguardo così carico d'odio che indietreggia. Amici? Stanno per cancellarli, i miei amici. 

La Young ambienta il suo romanzo in un futuro poco distante dal nostro e forse è questo che spaventa di più il lettore. Si sente il peso che i protagonisti portano ad ogni parola. Lo stile fluido e colloquiale accompagna tutta la narrazione, regalandoci un primo volume che si legge tutto d'un fiato.
La serie non finisce qui come avrete capito. Posso dirvi il primo che non termina con un cliffhanger che ci lascia con il fiato terribilmente sospeso, ma abbiamo certamente voglia di correre in libreria e di leggere The Treatment

Per chi si appassionasse al romanzo, ho altre buone notizie. Disponibile solo in ebook è da poco anche uscito The Recovery, spin-off della serie originale.  
The Program è un romanzo che fa riflettere. Spesso è grezzo nella scrittura e schietto. Per il tema che viene trattato l'ho trovato il modo giusto di affrontarlo. Una narrazione estremamente smielata lo avrebbe inutilmente appesantito e reso un po' finto. Invece, tutto quello che viene descritto ci sembra vero e possibile. 
Spesso mi ha inquietato, devo essere sincera. A tratti mi ha ricordato 1984.
La malattia, perché è questo di cui si tratta, viene affrontata dalla Young come una vera e propria epidemia, come potrebbero esserlo state numerose infezioni ora estinte.

L'autrice affronta il delicato tema dell'accettazione, in particolare da parte dei familiari, e della disperazione. E' quest'ultima che muove tutti. In modi differenti, ma i vari personaggi vivono un'ancestrale lotta alla sopravvivenza. I genitori di Sloane ad esempio vengono subito descritti come poco sensibili e ciecamente fiduciosi nel Programma, ma pagina dopo pagina si spezzano sotto gli occhi del lettore. 
Hanno già perso un figlio e faranno di tutto per proteggere la seconda, anche riponendo la fiducia in qualcosa di cui effettivamente nessuno sa nulla.
Consiglio The Program a qualsiasi lettore si senta pronto ad affrontare un libro che va capito e di certo non va preso alla leggera. Fatemi sapere se un almeno un po' ho stuzzicato la vostra curiosità e noi ci rivediamo alla prossima!
  











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